Tasse sulla vendita di un immobile: guida completa 2025
- Nicolas Lall

- 10 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Tasse sulla vendita di un immobile: guida completa 2025
Vendere casa in Italia non significa solo trovare un acquirente: in molti casi comporta anche il pagamento di imposte.
La tassazione varia in base al tipo di immobile (prima o seconda casa), al tempo trascorso dall’acquisto e alle eventuali agevolazioni fiscali.
In questa guida aggiornata al 2025 vedremo nel dettaglio:
quali sono le tasse da pagare quando si vende casa;
quando si applica la plusvalenza immobiliare;
le differenze tra vendita prima e seconda casa;
i casi di esenzione fiscale.
Tasse e imposte: cosa cambia
Spesso si parla genericamente di “tasse sulla vendita della casa”, ma tecnicamente si tratta di imposte.
La differenza è semplice:
le tasse vengono pagate in cambio di un servizio diretto (ad esempio la TARI per la raccolta rifiuti);
le imposte, invece, servono a finanziare la spesa pubblica e si basano sul reddito o sul patrimonio.
Quando si vende un immobile, l’imposta più rilevante è l’IRPEF sulla plusvalenza.
Plusvalenza immobiliare: cos’è e quando si paga
La plusvalenza immobiliare è la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita dell’immobile.
Esempio: se compro una casa a 200.000 € e la rivendo a 260.000 €, la plusvalenza è di 60.000 €.
⚠️ Attenzione: non sempre questa plusvalenza è tassata.
Esente da imposte se sono passati più di 5 anni dall’acquisto.
Tassata se la vendita avviene entro 5 anni, poiché il Fisco presume un intento speculativo.
Quanto si paga di tasse sulla vendita casa
Se la plusvalenza è imponibile, il venditore può scegliere tra:
IRPEF ordinaria
aliquota del 23% fino a 28.000 €;
35% da 28.001 € a 50.000 €;
43% oltre i 50.000 €.
Imposta sostitutiva del 26%, richiedendola direttamente al notaio al momento dell’atto di vendita.
La convenienza dipende dal reddito complessivo: con redditi bassi l’IRPEF può risultare più favorevole, mentre con redditi alti spesso è meglio l’imposta sostitutiva.
Vendita prima casa: tasse e agevolazioni
Per la prima casa la normativa è più vantaggiosa:
non si paga nessuna imposta sulla plusvalenza, anche se la vendita avviene entro 5 anni;
attenzione però: in caso di rivendita entro i 5 anni si possono perdere i benefici fiscali ottenuti all’acquisto, come le agevolazioni sull’imposta di registro o sull’IVA;
la perdita dei benefici può essere evitata se, entro 12 mesi, si acquista un’altra abitazione da adibire a prima casa.
Vendita seconda casa: cosa cambia
Per la seconda casa la tassazione è più rigida:
se la vendita avviene entro 5 anni dall’acquisto, la plusvalenza è tassata;
se sono passati più di 5 anni, non è previsto alcun pagamento.
Esenzioni fiscali: quando non si pagano tasse sulla vendita
Ci sono casi in cui non si applica alcuna tassazione:
vendita di una prima casa, indipendentemente dagli anni di possesso;
vendita di un immobile (non prima casa) dopo 5 anni dall’acquisto;
vendita di immobili ricevuti per successione ereditaria.
Conclusioni
La tassazione sulla vendita di un immobile dipende da diversi fattori: tipologia di casa, anni di possesso e reddito del venditore.
Prima di decidere se applicare l’IRPEF ordinaria o l’imposta sostitutiva del 26%, è sempre consigliabile rivolgersi a un notaio o a un consulente fiscale per valutare la soluzione più conveniente.
💡 Se stai pensando di vendere casa, conoscere in anticipo le imposte da pagare ti aiuterà a pianificare meglio l’operazione e a evitare spiacevoli sorprese.
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